Tombe di Giganti, custodi dell’eternità

Tomba di giganti, Madau - Fonni

Tombe di Giganti, custodi dell’eternità

Un’immersione nella profondità dell’età nuragica, alla scoperta di sepolture collettive sospese tra storia e leggenda
una misteriosa spiritualità comunitaria

Silenziose e solenni, antiche e allo stesso tempo ‘eterne’, simboli – assieme a nuraghi, templi e pozzi sacri – di una civiltà che a distanza di millenni non finisce di affascinare e porre interrogativi irrisolti. Le tombe di Giganti non sono ‘semplici’ sepolture, bensì monumenti enigmatici, eretti tra Bronzo antico e finale (1800-1000 a.C.) dalle popolazioni nuragiche, le quali, con tutta probabilità, oltre a deporvi i propri defunti vi celebravano riti e cerimonie. Di certo, custodiscono segreti che ancora oggi sfuggono alla piena comprensione di archeologi e studiosi di tutto il mondo.

Le tombe di Giganti si caratterizzano per la loro particolare forma monumentale: grandi lastre di pietra posizionate in semicerchio, infisse o a filari, a rappresentare, secondo le varie teorie, le corna di un toro o gli arti inferiori di una partoriente, in entrambi i casi simbolo di fertilità, (ri)nascita e ciclo della vita. Spesso al centro presentano un’imponente stele centrale scolpita, alla cui base si apriva il portello di ingresso. Al loro interno, sepolture collettive raccontano di comunità unite nel culto degli antenati, che percepivano il passaggio verso l’aldilà con profonda sacralità.

Ma perché “di Giganti”? La leggenda vuole che in queste imponenti costruzioni riposassero uomini di statura straordinaria, esseri dotati di forza sovrumana. Realtà e mito si intrecciano, rendendo ancor più suggestivo il viaggio alla scoperta di questi luoghi. Nonostante decenni di studi, molte domande rimangono aperte: quale significato esatto aveva la stele centrale? Come avvenivano le cerimonie che accompagnavano le sepolture? Quali arcani riti si svolgevano all'ombra di queste antichissime pietre?

Non faticherai per trovarle: se ne contano circa ottocento, sparse dappertutto nell’Isola, sono occasione per immergersi nelle profondità di un’isola che custodisce con orgoglio i misteri di un popolo capace di sfidare il tempo.

Giace seminascosta nella macchia mediterranea, al termine di un piacevole sentiero di trekking, e si circonda dei resti di un insediamento prenuragico. I suoi conci di granito a filari compongono una tomba con un’ampia esedra di 15 metri e raccontano oscure leggende. Nel paese del carignano e del Matrimonio mauritano si racconta di proprietà terapeutiche e di visioni mistiche per chi si avventura all’interno, e anche di tesori nascosti…
Tomba di Giganti Sa Fraigada
È forse la meglio conservata della Sardegna meridionale. La ‘custodisce’ il vicino parco dei Sette Fratelli e, a poca distanza, le fa compagnia una pittoresca cascata. Betili e circoli di pietre fanno ipotizzare rituali e depositi di offerte, d’altra parte l’aura mistica del luogo è percepita ancora oggi grazie a raduni e spettacoli al chiaro di luna. In realtà, vale la pena visitarla anche soltanto per la pregevole fattura e l’affascinante contesto naturale.
Tomba di giganti, Quartucciu
La ‘casa dell'orco’ della Giara di Siddi, nel cuore della Marmilla, spicca per le dimensioni dei suoi blocchi di basalto. Qui tutto è imponente: architrave, ingresso, esedra e camera funeraria. Secondo alcuni, ospitò fino a 300 deposizioni, accumulatesi progressivamente. Resti umani però non ne furono mai trovati, mentre abbondavano i reperti, che aiutano a ricostruirne la storia: sorse tra XVI e XIV secolo a.C. e fu riusata per molti secoli a venire.
Veduta Domu 'e s'orcu - Siddi
Un’esedra larghissima, con corda di quasi venti metri, realizzata con 22 grandi ortostati granitici caratterizza una delle testimonianze nuragiche più affascinanti dell’Ogliastra. Dalla valllata dove sorge, vicino a Triei, si osserva il Supramonte di Baunei e in lontananza il litorale di Arbatax. In questo contesto la tomba di Osono sembra perfettamente incastonata nel paesaggio, quasi a rappresentare l’eterna simbiosi tra uomo e ambiente.
Ingresso Tomba di Giganti di Osono - Triei
Per molti, la più importante sepoltura nuragica della Sardegna. Basta osservarne la stele: poco meno di quattro metri di granitica maestosità finemente lavorata. Anche il corridoio è quasi intatto, ulteriore motivo di pregio per una tomba del Bronzo medio. Nonostante sia nel territorio di Dorgali, non è vicina al mare ma in una valle, circondata da altre eredità nuragiche. Insolito l’orientamento a sud, forse per motivi religiosi e astronomici.
S'ena e thomes, tomba di giganti - Dorgali
Una tomba a galleria, ‘inglobata’' da un’imponente tomba di Giganti alcuni secoli più tardi, per motivi pratici e forse per dimostrare il proprio prestigio, segnalando il sito con una stele massiccia, dall’alto di una collinetta circondata dalla macchia mediterranea. Poco lontano, altre tombe, stavolta del Neolitico, ovvero di duemila anni prima. Tra graniti, vermentino e spiagge da cartolina, la Gallura regala anche suggestivi viaggi nel tempo.
Tomba di Giganti di Li Lolghi - Arzachena